Breve Guida al Foto Ritratto (quarta parte) Gestire la scena e la posa

Breve Guida al Foto Ritratto

Gestire la scena e la posa

In questo articolo vedremo come realizzare dei fotoritratti attraverso una preparazione accurata della scena e del soggetto.

I vestiti adatti ad un foto ritratto

Potendo scegliere nel dettaglio in che modo rappresentare i nostri soggetti, in studio o all’aperto, avremo anche l’opportunità di consigliarli in merito all’abbigliamento.

Si tratta di un accorgimento estremamente importante da considerare nell’organizzazione dello scatto, dal momento che i vestiti indossati in un fotoritratto possono avere un grande impatto sul risultato finale della foto.
Dovendo realizzare un servizio fotografico specifico è bene consigliare adeguatamente la persona in merito ai vestiti da portare; in particolare si raccomanda alla persona di portare con sé diverse tipologie di abito, oltre a quelli che più comunemente tende ad indossare. In questo modo non solo si potranno valutare differenti rese negli scatti ma si potrà inserire un importante fattore di dinamismo e varietà in tutto il servizio fotografico.
Infatti non si dovrebbe mai realizzare un book fotografico in cui i soggetti dei nostri ritratti sono sempre vestiti allo stesso modo, in ogni scatto.
Nella scelta dell’abbigliamento giusto per ogni scatto bisogna considerare i seguenti importanti accorgimenti.

La comodità dei vestiti

La comodità dei vestiti che indossa il soggetto costituisce sempre un fattore importante. Un ritratto in posa tende di base già a falsare la naturalezza del soggetto e pertanto la scelta di abiti poco comodi lo metterà ancora più a disagio, irrigidendo la figura nel risultato finale.

I vestiti ed il contesto

L’abbigliamento può essere uno strumento utile per collocare la persona in un contesto specifico.
Infatti gli abiti che un soggetto indossa, durante uno scatto, trasmettono dei significati e dicono qualcosa di quella persona a chi osserva l’immagine.
Pertanto nel valutare l’abbigliamento più adeguato bisognerà considerare il suo impatto rispetto alla persona stessa e all’ambiente di scena che la circonda.

A seconda del significato che vogliamo dare ad un foto sarà possibile scegliere:

Abiti in contrasto con la personalità del soggetto:

Ad esempio un soggetto generalmente abituato a vestire tutti i giorni in modo casual, potrà invece optare per un abbigliamento più sofisticato per il servizio fotografico. In questo modo, a patto di scegliere abiti adatti a valorizzarne la figura, il risultato sarà sorprendentemente originale per chi osserva la foto ma soprattutto per il soggetto stesso.

Abiti in armonia con la personalità del soggetto:

In questo modo il risultato sarà sicuramente più in linea con quello che è lo stile del soggetto e lo scatto finale mostrerà sicuramente un soggetto più semplice e soprattutto più spontaneo.

Anche il rapporto tra il contesto (scena) e l’abbigliamento scelto serve a determinare la tipologia di ritratto che si vuole realizzare.

Volendo realizzare un ritratto formale i vestiti dovranno essere scelti di conseguenza e relazionati magari anche agli oggetti di scena.
Volendo invece produrre un ritratto informale si avrà una più ampia scelta in relazione agli abiti da indossare che potranno “giocare” per stile all’interno della scena.
I vestiti possono infatti comunicare diverse sensazioni, ad esempio attraverso un contrasto particolare con l’ambiente circostante.
Vestiti eleganti e sofisticati possono creare un particolare effetto di contrasto se il soggetto viene inserito in un ambiente naturale e spoglio, la figura spiccherà notevolmente all’interno della scena creando uno scatto particolarmente originale.
Ovviamente una soluzione di questo tipo non sarà adatta alla realizzazione di ritratti formali, magari necessari al soggetto in ambito lavorativo.

Vestiti scuri e semplici

Generalmente si lascia al soggetto la scelta degli abiti da provare ed eventualmente indossare per il servizio fotografico. Di norma tuttavia il soggetto dovrebbe sempre inserire tra le sue scelte un abito scuro (blu, marrone scuro o nero), come un vestito completo, o almeno una giacca, o un cappotto.
Un abito scuro è molto utile dal momento che permette che il “focus” dell’immagine si concentri sul viso della persona.
Un vantaggio aggiuntivo ben noto di un abbigliamento in toni scuri (blu marrone o nero) consiste nel far apparire più snella, più alta e slanciata la persona fotografata.
Detto questo è normale che la maggioranza dei fotoritratti generalmente, selezionati per la realizzazione di un portfolio o l’allestimento di una piccola mostra, rappresenti persone con un abbigliamento semplice e neutro.
In una serie di scatti, dove la persona indossa abiti neutri, sarà essenzialmente il suo volto e la sua silhouette a risaltare.

Un’eccezione a questa regola dell’abbigliamento scuro può tuttavia dipendere dal colore della pelle della persona. Infatti spesso una carnagione molto chiara con un abito molto scuro (total black) può creare nella foto un contrasto troppo accentuato.

Allo stesso modo quando si scatta una foto a persone con una pelle olivastra o molto abbronzata, indossare abiti scuri (neri e marroni) significa non introdurre abbastanza contrasto, per far risaltare il volto del soggetto.

Un’altra eccezione alla regola del “black o neutral look” proviene dalla cosiddetta ritrattistica infantile.

I bambini nelle foto vengono spesso rappresentati in piena naturalezza, abiti scuri pertanto non si adattano allo scopo e spesso si sceglie un abbigliamento dai toni più saturi e brillanti per accentuare la vivacità dei soggetti.

I colletti

Un altro importante consiglio relativo all’abbigliamento per un fotoritratto riguarda il colletto delle camicie.
Molto spesso quando si realizzano dei fotoritratti aventi uomini come soggetti, il colletto della camicia nella resa finale rende il collo e l’intero capo (la testa) più slanciato e allo stesso tempo più interessante.
Pertanto dovendo realizzare un book fotografico specifico per un uomo è bene includere tra i possibili capi di abbigliamento da consigliare anche qualche camicia.

Maniche lunghe e pantaloni lunghi

Nella realizzazione di qualsiasi tipo di fotoritratto è necessario evitare magliette a maniche corte o peggio camicie a mezze maniche cosi come anche pantaloni corti.
Infatti, quando braccia e gambe sono esposte, questi elementi bene in mostra possono distogliere l’attenzione dal punto focale della foto: il viso della persona.

Le pose ragionate

Nella realizzazione di un book fotografico pertinente ad una data persona è possibile sfruttare alcuni principi base nati proprio per esaltare le varie figure umane a seconda delle loro caratteristiche.

Una posa non rappresenta altro che un particolare e momentaneo “linguaggio del corpo”.

Mani aperte e dita allungate, spalle alte, testa inclinata verso il basso: ciascuno di questi atteggiamenti esprime un qualcosa di specifico in relazione alla personalità di una persona.
Essenzialmente la posa non è altro che uno strumento utile a far apparire in foto la personalità del soggetto, attraverso il suo linguaggio del corpo.
Ad esempio una persona fiduciosa non verrà catturata in foto con le spalle curve e la testa abbassata, molto probabilmente verrà rappresentata ben diritta e con un atteggiamento gioioso.

Pertanto prima di qualsiasi scatto è bene procedere ad una preliminare attenta ossevazione delle caratteristiche peculiari del soggetto, per scegliere al meglio la posa da consigliarli durante il servizio.
Mentre la scelta dell’abbigliamento dipende in parte dalla volontà del soggetto, la scelta della posa dovrebbe essere sempre consigliata dal fotografo, pertanto è necessario sempre impiegare del tempo in un attenta analisi dell’aspetto del soggetto da ritrarre.

Qui di seguito vengono elencate alcune posture basilari utilizzabili per una posa completa. A partire da queste posture di base sarà possibile apportare delle modifiche nel posizionamento delle persone, per creare un look complessivo adatto ad ogni soggetto, che serva ad esprimerne al meglio la personalità, anche in una foto.

La postura delle mani

Abbiamo già visto nella guida agli scatti estemporanei come le mani dovrebbero generalmente essere catturate con le dita aperte. In studio, con una valutazione accurata del soggetto, possiamo fare un ulteriore distinzione a riguardo:

Le dita delle ragazze dovrebbero essere lunghe ed eleganti e pertanto le mani dovrebbero essere catturate in tutta la loro lunghezza, ben stese, con le dita aperte o leggermente distanziate.

Al contrario gli uomini dovrebbero essere rappresentati con le mani leggermente chiuse, come se stessero tenendo un piccolo oggetto.

La postura dei piedi

Un piede catturato di profilo, (indipendentemente dalle sue dimensioni), comunicherà all’osservatore una sensazione di forza. Un piede visto sotto diverse angolature o da diverse altezze ( posto su di un gradino, su una sedia, ecc..) conferirà un miglior equilibrio ed una maggiore profondità all’inquadratura.

La postura delle braccia

I gomiti piegati esprimono una gradevole naturalezza.
Le braccia stese forniscono invece una sensazione di formalità e spesso, di conseguenza, anche di rigidità. Quest’ultima posa delle braccia dovrebbe pertanto essere usata con molta cautela, per evitare di raffigurare persone che appaiano come fossero “imbalsamate”.

La postura della testa e del petto

Una testa leggermente piegata all’indietro conferisce al soggetto un atteggiamento sgradevole: di supponenza e di sfida.
Al contrario una testa leggermente piegata all’indietro ma allo stesso tempo girata verso la spalla alzata creerà una particolare sensazione di divertimento e complicità.
Con una giusta inquadratura (magari leggermente ravvicinata al soggetto) una testa leggermente chinata frontalmente serve a conferire al volto del soggetto un senso di forza e mistero.

La postura delle gambe

La divaricazione delle gambe, (indipendentemente dalla loro lunghezza e larghezza) in un soggetto rappresentato in piedi, comunica una chiara sensazione di stabilità e di forza.
Generalmente, mentre si sta in piedi, una sola gamba dovrebbe sostenere il peso del corpo, l’altra gamba di conseguenza può essere rappresentata leggermente piegata, oppure distesa all’indietro, come quella di una ballerina.

La postura delle spalle

Le spalle dovrebbero essere disposte su piani differenti e non rappresentate come completamente parallele: una delle due dovrebbe pertanto essere catturata in una posizione leggermente più alta o più bassa dell’altra.

Le articolazioni

Un’unica regola vale per tutte: un’articolazione flessa genera sempre naturalezza, movimento e in generale una resa migliore del soggetto. Questo vale per gomiti, ginocchia, polsi e così via…

La postura dei fianchi

Le donne raffigurate in piedi con uno dei due fianchi un po’ ruotato in avanti daranno la sensazione di essere più snelle.

Pose complete e personalità dei soggetti

Ora che abbiamo visto i possibili atteggiamenti e pose per le singole parti del corpo vediamo quali atteggiamenti o posture di base possiamo utilizzare per rappresentare nella totalità i nostri soggetti.

La posa in piedi

Conferisce al soggetto un’aria rassicurante e fiduciosa.

Gli atteggiamenti fisici da adottare o da evitare in questo caso saranno i seguenti:

Mai spalle parallele

Mai piedi paralleli e vicini, quindi preferibilmente sfalsati

Mani in tasca o appoggiate sui fianchi, mai le braccia dritte lungo i fianchi

Testa piegata leggermente in avanti o comunque mai eccessivamente dritta e rigida

La posa seduta (casual)

Una posa di questo tipo è adatta alla persona che vuole esprimere un’attitudine tollerante ed un atteggiamento familiare e dolce.

Gli atteggiamenti fisici da adottare in questo caso saranno i seguenti:

Seduti su una sedia

Una gamba piegata più o meno leggermente all’indietro

Una gamba in primo piano distesa leggermente

Una mano appoggiata sul ginocchio

La schiena dritta

La posa appoggiati ad una parete

Questa posa conferisce al soggetto un’espressione naturale e quindi poco costruita.

Gli atteggiamenti fisici da adottare in questo caso saranno i seguenti:

Appoggiare la schiena alla parete

Il piede in primo piano dovrà appoggiarsi leggermente alla parete

La mano in primo piano andrà messa in tasca

Tutte queste attenzioni per i dettagli vanno provate e riprovate ma possono essere sorprendentemente utili e, se correttamente sfruttate, non rendono affatto la posa di una persona innaturale ma al contrario contribuiscono a rendere il soggetto più naturale ed attraente.
L’ottenimento di questo effetto, con una posa ragionata, è dovuto al fatto che ogni parte del loro corpo è stata perfettamente predisposta e quindi non c’è nulla che appaia fuori luogo.
In alcuni casi tuttavia anche una posa perfettamente ragionata può risultare in un soggetto rigido ed impacciato. Per evitare che il soggetto appaia rigido nella posa scelta bisognerà aspettare qualche minuto prima di scattare. In questo modo la persona avrà tempo e modo di familiarizzare con la posa scelta e di conseguenza risulterà più naturale nello scatto finale.
Ovviamente conoscendo i significati dei vari atteggiamenti fisici per ogni parte del corpo, sarà possibile creare una propria personale posa, variando una di quelle di partenza.

Il fattore vento

Un effetto naturale come quello derivante da una scena in cui i capelli del soggetto sono mossi dal vento può essere facilmente ricreato anche in maniera artificiale, per conferire maggiore dinamicità ad una posa.
Ovviamente in questo caso, la nostra non sarà una foto estemporanea ma richiederà un accurata preparazione.
I fotografi che realizzano fotoritratti contestuali, ben studiati, usano a questo scopo dei ventilatori per muovere artificialmente i capelli dei loro soggetti.
In generale aggiungere il fattore movimento ai capelli di un soggetto serve ad introdurre nello scatto un senso generale di divertimento e di sensualità.
Allo stesso tempo, tale effetto può anche risultare naturale, soprattutto se la scena viene catturata con un soggetto all’aperto oppure in posa vicino ad una finestra.
Per realizzare un effetto di questo tipo sarà fondamentale anche settare in un certo modo la fotocamera, in particolare è essenziale fare attenzione al tempo di esposizione da usare.
A seconda dell’effetto finale desiderato esistono a riguardo due possibili accorgimenti da seguire per evidenziare il senso di movimento.
Per ottenere un certo risultato si può utilizzare un’alta velocità dell’otturatore (e quindi una breve esposizione) per “congelare” il movimento creato dal vento.
Usando invece una velocità dell’otturatore un po’ più lenta lasceremo che il movimento crei un’immagine leggermente mossa e fuori fuoco.

I Fotoritratti contestuali

Realizzare dei fotoritratti contestuali significa creare foto di persone inserite in una particolare situazione e/o in un posto che contribuisca a comunicare delle informazioni su di loro.
Un fotoritratto contestuale costituisce un’ottima alternativa a quei ritratti di studio su sfondo neutro, generalmente richiesti dalle persone in ambito lavorativo.
Un fotoritratto contestuale, quando possibile, è sempre la scelta ritrattistica migliore per i seguenti motivi:
Un fotoritratto contestuale fornisce un ambiente ed un ambito di riferimento al soggetto che state fotografando: la scelta ambientale di un parco, di un ristorante, di un ufficio o di una camera da letto fornisce un contesto e un ambito di riferimento diverso per uno stesso soggetto che, a seconda del caso, verrà associato a sensazioni e a significati diversi.
Un fotoritratto contestuale aggiunge diversi punti di interesse allo scatto: ad esempio degli elementi nell’inquadratura, adatti come aspetto e funzionali al soggeto ma che non distraggano troppo l’attenzione dal soggetto principale.
Un fotoritratto contestuale aiuta anche il soggetto dello scatto a rilassarsi con più facilità.
In definitiva questi scatti contestuali sono realizzati allo scopo di catturare in modo apparentemente casuale, l’immagine delle persone immerse nel loro ambiente abituale.

Vediamo ora alcuni suggerimenti utili ad ottenere dei buoni “fotoritratti contestuali”.

Conoscere il soggetto

Prima di scegliere un posto e cominciare a fotografare, è necessario spendere un po’ di tempo per conoscere il soggetto dei nostri fotoritratti.
In questo modo sarà possibile scoprire dove questo si reca abitualmente per lavoro o per svago nel tempo libero. Conoscere queste informazioni è importante nella scelta del luogo più consono alle sue abitudini e alla sua personalità.
La scelta di un contesto adeguato permette al soggetto di risaltare, apparendo perfettamente a suo agio al suo interno, negli sguardi e negli atteggiamenti.

La scelta della “location”

In alcuni casi la location di scatto può essere obbligatoria, tuttavia quando invece è possibile scegliere il luogo in piena libertà è importante considerare i seguenti fattori, in relazione alle caratteristiche che un luogo di scatto “ideale” dovrebbe possedere:

Il luogo, così come una posa, deve comunicare con evidenza almeno un aspetto della personalità del soggetto.

Il luogo deve rendere la foto più interessante.

Come abbiamo visto in precedenza, ogni elemento di un’immagine può aggiungere o togliere determinate caratteristiche ai vostri scatti. Pertanto l’ambiente andrà considerato in tutte le sue componenti affinchè non risulti troppo scarno o troppo ricco di elementi inutili.
In questo caso, molto spesso, è più facile utilizzare correttamente come contesto, un ambiente naturale, dove è più difficile trovare una sovrabbondanza di elementi, capace di sovraccaricare la foto.

Il contesto non deve in alcun modo dominare lo scatto.

Il soggetto principale infatti deve sempre essere la persona: uno sfondo troppo significativo ed un’inquadratura troppo distante renderà il contesto troppo evidente rispetto al soggetto principale, distraendo l’osservatore da esso.
Pertanto nella scelta di qualsiasi contesto è bene evitare sfondi (artificiali e/o naturali) ingombranti e carichi di elementi, colori troppo brillanti, etc..
Eventuali inadeguatezze dell’ambiente scelto tuttavia possono essere facilmente minimizzate sfruttando il ritaglio, la profondità di campo e la collocazione del soggetto all’interno della scena.

La tecnica di scatto

Non esiste un modo giusto o sbagliato per impostare la fotocamera nella realizzazione di un fotoritratto contestuale, dal momento che la sua buona resa dipenderà completamente dalla situazione in cui si sta scattando.
Tuttavia generalmente, nella realizzazione di un fotoritratto contestuale, si tende a scattare con una focale di ampiezza maggiore in modo da dare la giusta profondità e rilevanza anche all’ambiente circostante.

Il classico fotoritratto in studio

Quando si parla di immagini famose, la Gioconda di Leonardo Da Vinci è una delle opere più conosciute del mondo.
Questa famosa opera d’arte ha da sempre fornito ai fotografi importanti accorgimenti in relazione alla posa da adottare per un fotoritratto formale in studio.

La composizione

Uno degli elementi compositivi per cui il ritratto è valutato artisticamente è dato del particolare uso di una struttura piramidale di riferimento. Tale modalità compositiva mostra il soggetto con una particolare struttura: una “base” più larga, a livello delle mani e delle braccia, va a formare un’inquadratura frontale in cui ogni cosa è disposta per attirare l’attenzione in maniera progressiva, dalla base fino al volto e agli occhi.

La posizione della figura

La figura della Monna Lisa appare nel dipinto piuttosto rilassata e a proprio agio, dal momento che si appoggia sui braccioli di una sedia, con le mani incrociate sul grembo in modo naturale.
Sebbene sia girata con il busto leggermente di lato, essa siede completamente esposta all’osservatore catturandone lo sguardo.
Leonardo nel dipinto ha optato per un’inquadratura specifica del soggetto: la figura della donna non viene rappresentata in tutta la sua lunghezza.
In questo modo il soggetto occupa quasi l’intera area compositiva, lasciando poco spazio all’ambiente circostante.
Un ulteriore aspetto della posa consiste nel fatto che Leonardo ha posizionato gli occhi di Monna Lisa allo stesso livello degli occhi dell’osservatore. Questo conferisce un senso di familiarità all’immagine dal momento che gli osservatori sono portati a guardare direttamente negli occhi del soggetto.

Lo Sfondo

Così come avviene in molti ritratti al giorno d’oggi, l’ambiente di sfondo, nel quadro delle Gioconda, appare leggermente sfocato rispetto al soggetto principale.

Come già sappiamo, in fotografia, per ottenere con più facilità tale effetto dovremo scegliere un’apertura di diaframma ampia, che permetta di mettere a fuoco al meglio solo il soggetto in primo piano. Più basso sarà il valore relativo all’apertura di diaframma (ad es. tra f/2.8 a f/1,2), maggiore sarà l’effetto di sfocatura presente sulla foto (dal momento che la profondità di campo sarà minore).
Infine anche i colori del dipinto appaiono delicati e attenuati, mantenendo quindi il “focus” sempre su Monna Lisa.
Pertanto anche realizzando un ritratto formale in studio si dovrebbero sempre considerare le forme presenti in esso e i colori.
Uno sfondo grigio o di un colore neutro può sì far risaltare di netto il nostro soggetto, ma non conferirà nessun altra caratteristica ad esso.
Anche per un fotoritratto formale si può infatti utilizzare uno sfondo più interessante, come ad esempio una parete arredata in maniera semplice, con magari delle tende, un quadro, uno specchio, oppure altri accessori non troppo invadenti ed adatti ad esaltare la figura in primo piano.

Le luci

Uno degli aspetti più interessanti della Gioconda è rappresentato dal modo in cui la luce colpisce il soggetto.
Leonardo infatti ha usato degli effetti di luce per portare l’occhio dell’osservatore sulle parti del soggetto che voleva fossero ben evidenziate: il volto e le mani.
Il gioco di luce utilizzato bilancia gradevolmente la figura, creando delle aree di luce ed ombra in perfetto contrasto.
Infine Leonardo usa le ombreggiature per aggiungere profondità e volume a differenti aspetti dell’immagine, in particolar modo all’area intorno al collo e alle pieghe del vestito disposte sul suo braccio.

In base a queste informazioni, anche nella realizzazione di un fotoritratto in studio si dovrà prestare particolare attenzione all’illuminazione del soggetto controllando in maniera adeguata una o più fonti di illuminazione, per creare interessanti giochi di luce e ombra. Vedremo nei successivi articoli, dedicati alla realizzazione dei fotoritratti, in che modo sfruttare al meglio tutte le “tipologie” di luce.

L’incorniciatura del soggetto

Nel dipinto della Monna Lisa, su ambedue i lati del ritratto, appena al di sotto delle spalle della donna, si trovano due mezze sfere.
Al di là delle teorie in campo artistico sui significati attribuibili a tali elementi, le due mezze sfere contribuiscono a stabilire un margine o meglio una “cornice” per il dipinto.
Attraverso l’inserimento di elementi di incorniciatura, posizionati ai limiti dell’area di scatto, in perfetta simmetria, è possibile condurre l’occhio dell’osservatore verso il soggetto principale.
Anche due elementi di dimensioni ridotte, come le due mezze sfere presenti nella Gioconda, possono sortire questo risultato.

In campo fotografico l’incorniciatura può essere inserita già al momento dello scatto, attraverso l’utilizzo di accessori di scena o elementi architettonici posizionati in maniera adeguata.

Nell’utilizzo di forme di “incorniciatura” è bene tuttavia variare: alcuni fotoritratti in studio dovranno infatti essere realizzati anche in maniera del tutto aperta. Infatti non sempre, in base al tipo di scatto realizzato, una cornice può valorizzare la foto.

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