Breve Guida al Foto Ritratto (seconda parte) Foto Ritratti e modalità di scatto

Foto ritratti e modalità di scatto

La maggior parte delle fotocamere possiede una serie di modalità di scatto pre impostate fra cui un fotografo può scegliere.
Queste modalità di scatto sono progettate per aiutare i possessori della fotocamere ad impostare velocemente determinate caratteristiche in modo da comunicare alla macchina che tipologia di scatto realizzare e quindi che effetto finale ottenere.

Come si dovrebbe impostare una fotocamera per avere dei ritratti interessanti senza usare la modalità “fotoritratto”?

Questa domanda può avere diverse risposte a seconda del vostro stile fotografico, della fotocamera che usate e del tipo di ritratto che sperate di ottenere. Tuttavia esistono degli accorgimenti di base che aiutano ogni fotografo ad ottenere dei buoni risultati, lasciando allo stesso tempo un ampio grado di sperimentazione.

Passare alla modalità di priorità di apertura del diaframma (A o Av)

Questo consente di scegliere l’apertura del diaframma desiderata, lasciando invece alla macchina l’impostazione della velocità dell’otturatore, per assicurarsi immagini non sovra-esposte.
Nella maggior parte dei casi è consigliabile realizzare dei fotoritratti con un’apertura di diaframma abbastanza ampia, dal momento che questa diminuirà la profondità di campo dello scatto (DOF): ciò che di base fa anche la modalità pre impostata “ritratto”. In questo modo renderete in maniera nitida la figura in primo piano, mentre lo sfondo della scena risulterà piacevolmente sfocato. Un’impostazione ad ampia apertura di diaframma lascia il vostro soggetto come unico elemento “a fuoco” evidenziandolo come punto principale e distogliendo l’attenzione da tutti gli altri elementi di scena che risulteranno solo “accessori”.

Foto ritratti apertura di diaframma e lenti

Generalmente le fotocamere digitali moderne sono dotate, di base, di cosiddette lenti zoom.
Queste lenti hanno delle aperture massime variabili a seconda proprio della lunghezza focale.
Al contrario le lenti fisse hanno un’unica lunghezza focale ed un’unica apertura massima.
Una lente grandangolo avrà una lunghezza focale fissa ad esempio di 24 mm ed un apertura massima di f/1.4.
Una lente per così dire “classica” avrà una lunghezza focale di 50 mm ed una apertura massima di f/1.2.
Un teleobiettivo avrà invece una lunghezza focale di 200 mm ed una apertura massima di f/2.8.

Con delle lenti zoom a focale variabile e ad apertura massima variabile, con ad esempio focali variabili da 18 a 55 mm si può raggiungere un’apertura massima di f/3.5 alla lunghezza focale di 18 mm, mentre invece alla lunghezza focale di 55 mm il grado massimo di apertura sarà pari a f/5.6.

Quindi se scegliessimo il maggior grado di apertura avremmo però una lunghezza focale decisamente troppo ampia per un fotoritratto. Questo ci obbligherebbe a scattare ad una distanza troppo ravvicinata dal soggetto, con il rischio di distorcerne le fattezze.
Invece se si scattasse ad una lunghezza focale di 55 mm sarebbe possibile realizzare la foto ad una distanza diciamo “normale” rispetto al soggetto, creando anche una certa separazione tra il soggetto principale e lo sfondo della foto. Difatti anche con questa lunghezza focale ed un’apertura pari a f/5.6 potremmo ottenere comunque l’effetto di sfocatura dello sfondo mantenendo perfettamente nitido il soggetto in primo piano.
Utilizzando una reflex possiamo scegliere quale obiettivo fisso o zoom utilizzare e montare sulla nostra fotocamera a seconda dello scatto da realizzare.
Volendo una lente specifica per fotoritratti in ambito Canon, dal momento che stiamo usando come riferimento la Canon EOS 5D Mark III (con sensore Full-Frame), tra le lenti opzionali accessorie da ritratto citiamo senza dubbio i cosiddetti medio tele da 85mm, 100mm, sino al 135mm tutti caratterizzati da ampie aperture di diaframma (comprese tra f/1.2 ed f/2.8) da un eccellente nitidezza e da un ottima resa dello sfuocato.

Al contrario utilizzando una fotocamera compatta saremo obbligati ad utilizzare la lente zoom in dotazione.
Le fotocamere digitali compatte di ultima generazione hanno delle lenti zoom che partono anche da una lunghezza focale minima di 28 mm. Si tratta quindi di lenti versatili ma adatte maggiormente alle foto panoramiche di paesaggio o di street photography che non ai fotoritratti.
Le focali che vengono riportate su queste ottiche sono sempre riferite alle dimensioni del sensore in dotazione generalmente abbastanza piccolo. Pertanto per valutare l’efficacia di una fotocamera compatta nel campo della ritrattistica bisogna sempre rapportare la massima lunghezza focale raggiungibile dalle lenti in dotazione della fotocamera all’equivalente lunghezza focale del formato full frame.
Con un sensore di dimensioni ridotte, proprio delle fotocamere compatte, peraltro la profondità di campo viene accresciuta ulteriormente e la resa dell’effetto sfocato diventa minima anche con ampie aperture.

Foto ritratti e fotocamere compatte

Per eseguire dei discreti fotoritratti anche con una fotocamera compatta e per ottenere che l’attenzione sia sul soggetto principale e non venga distratta dagli elementi sullo sfondo (la stessa modalità ritratto, presente nelle compatte, pone il punto di focalizzazione sul volto del soggetto che viene rilevato in automatico) spesso è necessario distanziare fisicamente il soggetto dagli elementi di sfondo.
E’ comunque consigliabile aprire il diaframma al massimo, se possibile almeno ad f/2.8.
Tenendo peraltro presente che sulle fotocamere compatte digitali le aperture di diaframma a disposizione sono sempre in numero minore rispetto alle fotocamere Reflex.

Foto ritratti e parametro ISO

Per quanto riguarda invece il parametro ISO è generalmente preferibile selezionare un basso valore del suddetto parametro.
Il parametro ISO che userete dipenderà ovviamente dall’illuminazione ambientale. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, nella realizzazione di fotoritratti è buona norma selezionare un basso valore di ISO compreso tra 100-400.
Il principale fattore cui prestare attenzione nella scelta del valore ISO è quale impatto questo avrà sulla scelta della velocità di otturazione.
Alcune volte scegliere un parametro ISO molto basso può comportare una velocità dell’otturatore troppo lenta, non adatta ad ottenere un’immagine nitida.
Se la velocità dell’otturatore è troppo bassa per l’ISO che avete scelto, avrete bisogno, a seconda dei casi, di un’apertura di diaframma più ampia o di un valore maggiore del parametro ISO.

Foto ritratti e velocità dell’otturatore

Se state scattando nella modalità di priorità di apertura del diaframma la velocità dell’otturatore verrà selezionata automaticamente dalla fotocamera non appena avrete scelto l’apertura ed il valore ISO desiderato.
Tuttavia, se scegliete di scattare in modo completamente manuale avrete bisogno di controllare anche la velocità dell’otturatore.
Dal momento che anche un soggetto apparentemente fermo può muoversi, può essere una buona idea fissare la velocità dell’otturatore ad almeno 1/60 esimo di secondo o anche più veloce.
Ad esempio una velocità pari ad 1/125 esimo di secondo è probabilmente una scelta migliore, specialmente se non state usando un treppiede.

Foto ritratti e bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco varia essenzialmente a seconda delle condizioni ambientali in cui state scattando.
Se possibile, piuttosto che scattare utilizzando le modalità di bilanciamento pre impostate (che difficilmente rendono la pelle in maniera naturale) è consigliabile fare delle prove valutando, attraverso le varie funzionalità di bilanciamento del bianco della propria fotocamera quale impostazione è preferibile scegliere in base alle differenti condizioni ambientali.

Foto ritratti e messa a fuoco

La messa a fuoco automatica utilizza multipli punti focali per determinare quale area dell’immagine mettere “a fuoco”.
La modalità autofocus utilizza in genere un alto numero di punti AF e pertanto aumenta la possibilità di fare foto nitide in situazioni in cui il soggetto si muove velocemente attraverso l’inquadratura, ma purtroppo se non utilizzata correttamente e con attenzione aumenta anche le possibilità di errore focheggiando inavvertitamente elementi che non erano quelli prescelti in fase di scatto.

La modalità di messa a fuoco manuale seppure più lenta e laboriosa consente invece al fotografo il completo controllo sulla messa a fuoco della scena.

Infine un’altra opzione possibile permette di scegliere per la messa a fuoco automatica un singolo punto dell’inquadratura, scegliendolo tra i vari punti di messa a fuoco previsti dalla fotocamera.
Quest’ultima opzione può diventare fondamentale per evitare errori proprio nel campo della ritrattistica dove generalmente si tende a focalizzare con precisione un solo elemento durante lo scatto (ad esempio solo gli occhi del soggetto).

Foto ritratti e modalità di lettura della luce

Per realizzare dei buoni fotoritratti può essere utile l’utilizzo della modalità di lettura della luce basata sulla valutazione di un area ristretta dell’inquadratura o addirittura di un singolo punto.
Quest’ultima modalità viene definita come metodo di lettura della luce spot o metodo mirato.
In questa modalità il fotografo potrà precisare una piccola parte dell’immagine sulla base della quale la fotocamera determinerà l’esposizione giusta per quello scatto.
Quest’ultima modalità è estremamente utile quando si scattano dei fotoritratti in cui il soggetto è retroilluminato o controluce o quando ci sono zone in luce o in ombra che potrebbero produrre risultati discontinui in termini di resa dell’illuminazione.

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