Breve Guida al Foto Ritratto (sesta parte) Le Luci

Breve Guida al FotoRitratto: Le Luci

L’illuminazione di un fotoritratto rappresenta il fattore più importante nel determinare l’atmosfera e l’aspetto generale della foto.
Per controllare l’atmosfera di quest’ultima è infatti sempre d’obbligo valutarne accuratamente l’illuminazione, per evitare sorprese nel risultato finale.

La qualità e il controllo della luce

Ci sono diversi modi per creare e controllare la luce in un fotoritratto. E’ essenziale innanzitutto comprendere come gestire la luce per capire di conseguenza quale effetto questa andrà a creare sull’immagine.
In questo modo saremo in grado da subito di capire se una data illuminazione produrrà o meno l’effetto sperato.
I due fattori più importanti per il controllo della luce sono la posizione di questa e le sue dimensioni.

Posizione – Il posto dove la luce viene collocata determina la proiezione delle ombre: queste ultime conferiscono alla foto quasi un effetto tridimensionale, rivelando la forma dei soggetti.

Dimensione – La dimensione fisica relativa della sorgente luminosa, vale a dire in rapporto con il soggetto, determina la qualità dell’ombreggiatura, dove quest’ultima risulterà più intensa, attenuata o quasi inesistente.

Posizione della luce

Ora analizzeremo il cambiamento della posizione della luce solo in due direzioni: dall’alto verso il basso e da davanti a dietro il soggetto.

Combinando questi due direzionamenti di base riusciremo già a coprire tutte le principali direzioni da cui può provenire un singolo raggio di luce.

L’illuminazione di un soggetto dalle angolature sopra citate potrebbe non sempre produrre i risultati sperati, tuttavia quando questo tipo illuminazione viene usata in combinazione con altre luci o riflettori, è sempre possibile ottenere l’atmosfera desiderata.
E’ importante ricordare che gli accorgimenti di cui parleremo non sono applicabili esclusivamente alla luce artificiale, infatti anche le sorgenti di luce naturale hanno una direzione e pertanto possono essere sfruttate per rendere al meglio i vostri soggetti.
Inoltre è sempre possibile aggiungere una o più luci artificiali ad una luce ambientale già esistente per aumentare le opzioni per quanto concerne il fattore illuminazione.
Ovviamente una gestione così attenta del fattore illuminazione richiede una preparazione accurata della scena.
Ora analizzeremo gli effetti di luce in un fotoritratto provocati proprio dallo spostamento della luce da davanti a dietro il soggetto.

Luce diretta sul volto o illuminazione a farfalla

Si tratta di un tipo di illuminazione conosciuta anche come “illuminazione a farfalla”, per la forma delle zone illuminate sul volto del soggetto.
Si tratta di un’illuminazione dall’alto posizionata direttamente di fronte al modello, senza particolare riguardo all’angolazione della fotocamera.
E’ un’illuminazione adatta a migliorare l’apparenza di un volto, in un fotoritratto.
Quando un’illuminazione orientata in questo modo viene diffusa può servire a nascondere linee e rughe, generando tuttavia delle ombre molto evidenti sotto la fronte, il naso ed il mento.

Luce laterale a 45 gradi o Illuminazione Rembrandt

Chiamata in questo modo per richiamare lo stile di illuminazione usato anche da Rembrandt nelle sue opere.
La luce principale viene posizionata al di sopra del soggetto ed è orientata a 45 gradi quindi proviene dall’alto ma lateralmente.
Questo orientamento crea un caratteristico triangolo di luce sulla guancia opposta.
Un’illuminazione orientata in questo modo crea una forte accentuazione delle ombre ed un particolare effetto di profondità che molto spesso viene usato per caratterizzare nelle foto i volti maschili.

Illuminazione laterale

La luce può provenire da entrambi i lati del soggetto.
Questo posizionamento crea delle ombre molto accentuate, nascondendo parte del viso.

Luce di spalle a 45 gradi o Controluce

Questo posizionamento crea una parziale silhouette del soggetto, oscurando i dettagli del volto.
Può generare aree illuminate sulla guancia, sul naso e su una spalla.
Può servire ad illuminare con forza una parte della capigliatura del soggetto.

Luce di spalle

In questo caso la luce è posizionata direttamente dietro al soggetto, puntata verso quest’ultimo.
Questo tipo di luce, serve principalmente a creare un alone luminoso intorno al soggetto e alla sua capigliatura.
Questo “posizionamento” viene spesso usato con il sole come fonte di illuminazione naturale. Un fotoritratto con il sole posizionato alle spalle del soggetto produrrà uno sfondo sovraesposto ma una buona resa delle caratteristiche del volto del soggetto.

Al contrario è sicuramente sconsigliato scattare un fotoritratto con il sole posizionato frontalmente rispetto al soggetto.

Questo tipo di utilizzo e posizionamento della luce diventa più efficace con l’impiego di una luce extra, magari collocata lateralmente a 45 gradi.

Passiamo ora ad analizzare gli effetti di una luce non diffusa quando questa viene spostata dall’alto al basso, rispetto al soggetto da illuminare.

Luce immediatamente sopra il soggetto

La maggior parte del volto in questo caso risulterà in ombra, specialmente se il soggetto indossa un cappello o porta un’acconciatura particolarmente voluminosa.
Con questo posizionamento della luce appariranno delle ombre accentuate sotto la fronte ed il naso e ancor più sotto al mento.

Orientamento da sopra a 45 gradi

Con questo posizionamento si otterrà lo stesso risultato visto per un’illuminazione frontale, orientata a 45 gradi rispetto al soggetto.
Sicuramente questo tipo di illuminazione può rendere un volto in tutte le sue principali caratteristiche senza una particolare accentuazione delle ombre.

Luce frontale diretta oppure luce in asse

Si tratta del tipo di illuminazione prodotta generalmente dal flash di una fotocamera.

Viene normalmente considerata come la peggiore illuminazione possibile per un fotoritratto e la meno gradevole, dal momento che tende a mettere in evidenza ogni possibile difetto su un volto.
Può essere comunque utile come luce di riempimento quando viene usata in combinazione con un’altra fonte di illuminazione.
E’ un tipo di posizionamento della luce che tende ad appiattire il soggetto, riducendo al minimo l’effetto tridimensionale delle ombre.
Inoltre a causa della piccola dimensione della sorgente di luce o del flash della fotocamera le poche ombre risulteranno veramente dure.
Per ottenere risultati migliori con questo tipo di illuminazione è bene riflettere o diffondere la luce.
In questo caso un materiale riflettente, posto su di un lato rispetto al soggetto, può far rimbalzare un pò di luce sul soggetto per cancellare con la luce riflessa, almeno in parte, le ombre.
Una popolare forma di illuminazione in asse è quella generata attraverso il cosiddetto “ring flash”, un tipo di flash circolare, composto da più luci, che generano un’illuminazione composita ad anello, spesso usata per scatti nell’ambiente della moda.
La luce ad anello può essere applicata direttamente all’obiettivo della fotocamera oppure inserita su un apposito appoggio indipendente.

Luce da sotto a 45 gradi

Le luci dal basso verso l’alto possono risultare poco gradevoli nell’illuminazione di un volto.

Un posizionamento di questo tipo viene spesso usato per ammorbidire o riempire le ombre formate da quelle luci posizionate più in alto.
In combinazione con una luce di uguale intensità, posta direttamente di fronte al soggetto può creare un’illuminazione più morbida, definibile come “illuminazione a conchiglia”. L’illuminazione soft così generata sul volto mette in risalto gli occhi, gli zigomi e il collo del soggetto.

Luce frontale dal basso

Questo posizionamento crea delle ombre lunghe e accentuate sul viso, specialmente nell’area della fronte e degli occhi.
Generalmente viene impiegato per creare fotoritratti inquietanti, di stile horror.

La dimensione della luce

Oltre che dal posizionamento delle luci, il contributo più importante all’aspetto finale del fotoritratto verrà fornito dalla dimensione fisica della sorgente luminosa.
In questo caso, la parola “dimensione” si riferisce all’area reale da cui proviene la luce.
Questo ragionamento si applica anche alle sorgenti di luce riflessa.
Un flash o il sole sono delle sorgenti di luce che appaiono molto piccole.
Una grande sorgente di luce invece può essere rappresentata da un flash scattato attraverso un diffusore di luce, come ad esempio un ombrello fotografico, oppure può essere rappresentata dalla luce giornaliera dell’ambiente esterno che passa attraverso una grande finestra oppure rimbalza contro una parete vicina riflettente.
Un flash esterno, diffuso tramite un ombrello fotografico, produce un’illuminazione molto più ampia e delle ombre molto più tenui.

Difatti la dimensione apparente di una sorgente di luce influisce sull’aspetto delle ombre e non solo sull’aspetto generale dell’illuminazione del soggetto.

Una luce di grandi dimensioni rende più tenui le ombre e più ampie le parti illuminate mentre una luce piccola produce l’effetto contrario. Una luce morbida inoltre fornisce fotoritratti più gradevoli e crea un aspetto uniforme, laddove una luce forte è più dura e provoca ombre più accentuate.
Una fonte di luce infine può essere resa realmente più larga incrementando le dimensioni della sorgente o del diffusore, oppure spostando la luce più vicino al soggetto.
Una luce più vicina al soggetto avrà una dimensione apparentemente più grande e pertanto produrrà delle ombre più morbide.

Adattamenti

Combinando due o più luci in varie posizioni si possono creare illimitati effetti luminosi. In questo caso si possono usare sia sfondi bianchi che neri, per ottenere risultati particolari molto differenti tra loro.

Ad esempio si possono usare due flash, entrambi diffusi e posizionati frontalmente rispetto al soggetto, uno in basso e uno in alto.

Oppure si può usare il Flash incorporato nella fotocamera come fonte di illuminazione riflessa tramite un pannello posto in alto rispetto al soggetto. In questo caso l’illuminazione del volto infatti dovrebbe sembrare provenire dall’alto.

Un’effetto particolare si ottiene attraverso l’utilizzo di due flash: un flash posizionato direttamente alle spalle del soggetto diretto verso la fotocamera ed un altro posizionato all’altezza del suolo, frontalmente rispetto al soggetto.

Nella corretta gestione delle luci e degli elementi riflettenti e di diffusione è necessario valutare la loro angolazione che proietta ombre sul soggetto in maniera diversa.
Quello che abbiamo visto in relazione alle fonti di luce dirette vale anche per le luci diffuse ma queste ultime produrranno ovviamente degli effetti meno marcati.

I Foto Ritratti e la luce naturale

Fino ad ora gli esempi citati hanno evidenziato esclusivamente l’impiego di un’illuminazione artificiale, specificamente studiata per la realizzazione di un fotoritratto.
L’unico vantaggio specifico nell’utilizzo della luce artificiale risiede nella possibilità di un suo controllo completo.
Per quanto riguarda invece l’utilizzo della luce naturale spetta al fotografo adattarsi ad essa.
La luce naturale è sempre più facilmente accessibile ed economica, specialmente se si vogliono realizzare dei ritratti estemporanei e più naturali.
Inoltre spesso la qualità stessa della luce naturale, se ben sfruttata, risulta molto gradevole proprio per la realizzazione di fotoritratti.

Molto spesso si tende a far confusione tra “luce ambientale” e “luce naturale”. Con il termine “ luce ambientale” si fa riferimento a qualsiasi luce presente in un dato ambiente, non organizzato appositamente per lo scatto.
Pertanto una luce ambientale, non progettata appositamente, può essere allo stesso tempo naturale o artificiale. Anche all’interno di una casa infatti può essere sfruttata la luce naturale del sole ed allo stesso modo possono essere utilizzate delle lampadine come fonti di luce artificiale.

La qualità della luce naturale

La luce naturale (a meno che non si scatti controsole) arriva già riflessa o diffusa. Questo significa che la sorgente di luce sarà ampia e produrrà ombre sfumate.

Questo effetto base della luce naturale può essere sfruttato ulteriormente attraverso l’utilizzo di elementi diffusori aggiuntivi, come ad esempio anche le tende di una finestra.
In questo modo la luce filtrata produrrà delle ombre ancora più tenui.

Per questo stesso motivo si consiglia di realizzare dei fotoritratti all’aperto, in giornate leggermente nuvolose, con il sole coperto.

La direzione della luce naturale dipende esclusivamente dal posto in cui vi trovate a scattare.

Se siete all’aperto e scattate all’ombra in una giornata soleggiata, la sorgente di luce più forte proverrà dalla superficie più vicina illuminata dal sole.

In molti casi tale superficie è rappresentata dal suolo e pertanto l’illuminazione risulterà orientata dal basso verso l’alto.

In alternativa la fonte di luce può benissimo essere rappresentata da una parete vicina al soggetto che fornisce una luce riflessa orientata orizzontalmente.
E’ possibile utilizzare quest’ultima fonte di luce per riprodurre quegli schemi d’illuminazione descritti all’inizio: basterà semplicemente volgere il soggetto verso la sorgente di luce riflessa.

Se invece si sta scattando al chiuso, la direzione della luce sarà determinata dalla posizione di una finestra o di una porta/finestra.

Sfruttando tale fonte di luce si avrà un maggior controllo dell’atmosfera dal momento che basterà posizionare il soggetto in rapporto a questa fonte luminosa, sulla base di quegli schemi di posizionamento descritti all’inizio dell’articolo.

Infine anche nella gestione della luce naturale bisognerà considerare la necessità o meno dell’ammorbidimento delle ombre create.

Con luci molto diffuse, come quelle presenti in una giornata nuvolosa, l’ammorbidimento delle ombre attraverso l’impiego di elementi aggiuntivi non è di solito necessario.

Pertanto in questi casi è possibile scattare senza quegli accessori di supporto aggiuntivi (flash esterni, ombrelli riflettenti, pannelli riflettenti, diffusori etc.) che invece sono spesso necessari nella foto ritrattistica in studio.

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