Breve Guida alla Fotografia di Viaggio – Come gestire la composizione

Breve Guida alla Fotografia di Viaggio – Come gestire la composizione

Quale che sia la foto da realizzare l’elemento basilare sul quale concentrare l’attenzione è ovviamente l’area visibile attraverso il mirino della vostra fotocamera.
All’interno di tale area dovremo collocare possibilmente tutti gli elementi di scena desiderati, che vogliamo quindi catturare e mostrare in foto.

Proprio attraverso tale limitata area visibile è necessario valutare secondo quali modalità e quali regole compositive vogliamo far apparire gli elementi in scena, per comunicare correttamente ciò che vogliamo raccontare.

Ogni volta che osserviamo una scena o un paesaggio interessante durante un viaggio e desideriamo trarre da questo una buona foto è necessario fondamentalmente stabilire cosa includere e cosa escludere dal fotogramma.

Tale scelta dovrebbe basarsi sempre almeno sulla seguente regola:

all’interno della scena da catturare non dovrebbero mai essere inseriti elementi estranei, di disturbo o indesiderati.

Volendo realizzare anche solo una semplice foto ricordo di viaggio bisognerebbe far si che soltanto gli elementi desiderati compaiano al suo interno.

Scegliere l’inquadratura

A seconda della scena da catturare la nostra fotocamera può essere utilizzata in modalità paesaggio o ritratto (ovvero in orizzontale o in verticale) due possibili modalità di inquadratura di una scena di cui abbiamo già parlato.

Nel campo della fotografia di viaggio non esiste una regola da seguire nella scelta tra queste due modalità, ognuna può rivelarsi ugualmente efficace a seconda della scena da catturare.

Per scegliere il tipo di inquadratura più appropriata al caso si potrà effettuare una duplice prova, uno stesso “fotogramma” potrà essere catturato sia in modalità paesaggio sia in modalità ritratto.

Solo visualizzando poi la resa finale potremo scegliere con maggiore consapevolezza il tipo di inquadratura effettivamente più adatta alla scena.

La regola dei terzi

Conosciamo già i vantaggi derivanti dall’utilizzo della regola dei terzi nella realizzazione di varie tipologie di foto.
Anche nel campo della fotografia di viaggio e naturalistica la regola dei terzi può aiutarci a collocare gli elementi più importanti della scena affinchè trovino il loro giusto risalto anche in una foto.

Pertanto gli elementi che desideriamo mettere in evidenza, osservati durante un viaggio, dovranno essere posizionati nei punti di intersezione delle linee di questa griglia di riferimento immaginaria.

La regola dei terzi diventa molto utile anche nella cattura dei paesaggi, dal momento che ci aiuta a posizionare “correttamente” la linea dell’orizzonte.
Secondo la regola dei terzi la linea dell’orizzonte dovrebbe essere posizionata direttamente sopra una delle due linee di divisione orizzontale della griglia.

La regola dei terzi inoltre può essere applicata a varie tipologie di soggetti e non semplicemente in relazione ai paesaggi,

anche volendo riprendere il volto di una persona, possiamo infatti far riferimento a tale regola.

La parti di un volto che vogliamo mettere in evidenza dovranno ugualmente essere posizionate nei punti di intersezione delle linee della griglia.

Gli elementi guida

In molte scene è possibile utilizzare gli elementi presenti naturalmente per guidare l’occhio dell’osservatore nella visualizzazione della foto.

Tali elementi, guidando l’osservatore, sono utili a raccontare quella particolare storia legata a quel particolare scatto.

Affinchè tali elementi contribuiscano in tal senso alla descrizione di una foto e agiscano da guida per l’osservatore è opportuno conferirgli il giusto “peso visivo”.

Generalmente gli “elementi guida” presenti in una foto sono quelli caratterizzati di partenza da un maggiore peso visivo e che pertanto risaltano con più forza all’interno di una scena.

Capire come sfruttare tale peso visivo dei singoli elementi ci permette di guidare con consapevolezza l’occhio dell’osservatore attraverso le varie parti di una foto.

Come primo fattore bisogna considerare che gli elementi di maggiore peso visivo sono quelli dotati di una particolare rilevanza nei seguenti aspetti:

Colore e peso visivo

Colori saturi e/o caldi come ad esempio il rosso, l’arancione, ed il giallo hanno generalmente un maggiore peso visivo dei colori più freddi e/o più scuri.

Tuttavia è sempre necessario considerare tale fattore in relazione all’intera scena in cui tali colori compaiono.

Infatti il “peso visivo” in relazione ai colori appena citati (rosso, giallo, arancione) risulta sempre evidente quando all’interno della scena sono presenti altre tonalità che non riescono a contrastarne la forza.

Nitidezza e peso visivo

Gli elementi catturati con maggiore nitidezza hanno di base un maggiore peso visivo rispetto agli elementi lasciati fuori fuoco.

Soggetti e peso visivo

Generalmente, quando in uno scatto sono presenti delle persone, queste tenderanno a catturare subito lo sguardo dell’osservatore.

Inoltre catturando tali persone in maniera ravvicinata, saranno i loro sguardi ad ottenere un maggiore peso visivo e a fungere da elementi guida all’interno della foto.

Come abbiamo infatti già avuto modo di notare in relazione alla realizzazione dei foto ritratti, lo sguardo di una persona se opportunamente direzionato, può servire a mettere in evidenza ulteriori elementi presenti nella scena, “guidando” proprio l’attenzione dell’osservatore.

Posizionamento e peso visivo

Infine gli elementi posizionati in relazione alle immaginarie linee guida di riferimento della regola dei terzi, avranno un maggiore peso visivo nello scatto finale, questo perchè gli occhi saranno naturalmente attratti dai punti di intersezione e quindi dagli oggetti posizionati in relazione ad essi.

Un altro modo per far risaltare determinati elementi in base al loro posizionamento consiste nel porli in relazione ad elementi di scena “lineari” con funzione di guida visiva, come ad esempio possono essere strade e fiumi.
Tali elementi, presenti naturalmente in uno scatto, possono infatti essere sfruttati come linee guida, per la loro stessa forma.
Approfondiremo più avanti, questa tecnica di sfruttamento delle linee.

Dimensioni e peso visivo

Tutti quegli elementi che occupano un maggiore spazio, all’interno dello scatto, andranno ad acquisire naturalmente un maggiore peso visivo.

Forma e peso visivo

Per concludere questa analisi dedicata alla valutazione del peso visivo degli elementi all’interno di una foto è importante ricordare che un elemento perfettamente riconoscibile in base alla sua forma, sarà sempre caratterizzato da un maggiore impatto visivo.

Il posizionamento gerarchico

Quando una scena da catturare è ricca di elementi è importante cercare di stabilire un ordine gerarchico fra questi, in modo che ciascuno possa essere visualizzato secondo un preciso ordine.
Infatti all’interno di una stessa scena possono comunque apparire elementi a cui non si desidera dare particolare risalto, insieme ad altri elementi che dovranno invece risultare immediatamente importanti già ad una prima occhiata.
Pertanto bisognerà sfruttare le regole di composizione per fare in modo che gli elementi più importanti siano dotati di un peso visivo maggiore e vengano quindi visualizzati immediatamente.
Gli elementi meno importanti allo stesso tempo dovranno essere visualizzati solo alla fine dell’analisi della foto.
Pertanto volendo far risaltare nettamente determinate componenti sarà opportuno collocarle in uno specifico punto all’interno della scena, cercando di differenziarle, tramite posizionamento, il più possibile rispetto alle altre.

Il punto focale o punto di interesse

La messa a fuoco di una scena dovrebbe sempre avvenire in relazione a quell’elemento atto a racchiudere l’essenza stessa dello scatto.

Un punto focale infatti dovrebbe rappresentare il motivo alla base della realizzazione di una foto.

Pertanto nel cosiddetto punto focale dovrebbe sempre trovarsi l’elemento a cui vogliamo conferire il maggiore peso visivo, ovviamente il “protagonista” della foto potrà comunque essere già caratterizzato da un suo particolare peso visivo, che verrà reso ancora più marcato dalla sua specifica focalizzazione.

In base all’insieme delle regole viste finora, una foto non dovrebbe mai contenere più di un punto focale o punto di interesse.

Attraverso un unico punto focale il fotografo può infatti inviare con chiarezza il proprio messaggio all’osservatore. Un unico punto di interesse infatti comunica con decisione qual’è il vero soggetto o tema di uno scatto.

Scegliendo invece diversi punti di attenzione, sarà indispensabile organizzare la composizione di scena in modo da stabilire tra questi una gerarchia di visualizzazione, in questo modo uno scatto con diversi punti di interesse, avrà sempre un punto focale primario, contenente il vero protagonista della foto.

La prospettiva

Nella composizione di una foto è possibile rendere più o meno evidenti determinati elementi attraverso una modifica della prospettiva.

Una prospettiva diversa rispetto all’inquadratura base di una stessa scena serve quindi a sminuire o a valorizzare il peso visivo di partenza di determinati elementi.

La prospettiva scelta infine serve anche a variare la posizione di visualizzazione di tutti quegli elementi presenti in una scena.

Una scena infatti può risultare completamente diversa se visualizzata attraverso diverse angolazioni (ovvero da diversi punti di ripresa o appunto da diversi punti di vista) e non semplicemente in maniera frontale.

Nella scelta della prospettiva più adatta è necessario capire quale elemento dovrà essere messo maggiormente in risalto nella foto.

Una volta determinato il protagonista della foto, sarà possibile scegliere in che modo farlo risaltare.

Variare la prospettiva non comporta solamente un avvicinamento o un allontanamento dal soggetto principale ma spesso comporta anche delle inquadrature dal basso, dall’alto o laterali.

Ovviamente variare la prospettiva in relazione a delle persone presenti in scena è sicuramente un’operazione più semplice rispetto a quella da svolgere in relazione a dei soggetti naturali.

Volendo ad esempio inquadrare diversamente un bosco o una intera collina dovremmo modificare di molto la nostra posizione originaria rispetto ad essa.

Utilizzo dello spazio negativo

Uno spazio negativo viene spesso definito in campo fotografico come quell’area “vuota” intorno al soggetto principale della foto, atta a dividerlo da tutti gli altri elementi presenti all’interno della scena.

Ovviamente uno spazio “negativo” non sarà mai realmente vuoto ma sarà rappresentato da tutti quegli elementi neutri, di collegamento tra il soggetto principale (o spazio positivo) e il resto della scena.

Uno spazio “negativo” all’interno di una foto, generalmente non ha altra funzione che quella di far risaltare il soggetto principale.

Ovviamente uno spazio negativo può essere sfruttato in maniera creativa, per influire sul soggetto principale, uno spazio negativo particolare, di grande ampiezza o di forte gamma tonale può contribuire a modificare l’aspetto originale di uno stesso soggetto, facendolo magari risaltare ancora di più o rendendolo invece più “solitario” all’interno della scena.

Sfruttare le linee

Come abbiamo già accennato, soprattutto nell’ambito della fotografia di viaggio e nella realizzazione di foto paesaggistiche, si incontrano comunemente degli elementi che possono essere sfruttati per guidare l’occhio dell’osservatore verso i punti d’interesse di una foto.

Elementi naturalmente lineari, sviluppati orizzontalmente, verticalmente o diagonalmente possono essere sfruttati in tal senso, per offrire una guida di visualizzazione all’osservatore e per creare facilmente una composizione bilanciata ed armonica, dove quegli elementi posti in relazione ad essi risultino immediatamente più visibili.

Bisogna tuttavia considerare che linee differenti possono essere sfruttate diversamente, per ottenere dei risultati più specifici.

Linee orizzontali

Le linee orizzontali servono generalmente a guidare l’osservatore verso una visualizzazione da sinistra a destra di una foto (o viceversa). Proprio per il loro stesso sviluppo tali linee portano naturalmente ad una visualizzazione in senso orizzontale di una scena. Generalmente linee di questo tipo vengono sfruttate per comunicare un senso di calma e stabilità in relazione alla scena catturata.

Ovviamente la linea dell’orizzonte rappresenta la principale linea di questa categoria, frequentemente sfruttata nel campo della fotografia paesaggistica e di viaggio.

Linee verticali

Generalmente le linee verticali tendono invece ad essere visualizzate dal basso verso l’alto.

Proprio per questa caratteristica di base tali linee possono essere sfruttate per guidare l’osservatore verso quegli elementi posizionati sopra di esse.

Gli elementi visualizzati attraverso l’utilizzo di linee verticali comunicano di partenza un senso di forza e di solennità, proprio in virtù della loro posizione sopraelevata, suggerita ancora di più dalle linee verticali.

Inoltre delle linee verticali, come quelle rappresentate naturalmente da alberi o colonne, possono essere sfruttate ulteriormente per inserire un particolare ritmo all’interno di una composizione altrimenti monotona.

Infine questo tipo di linee possono essere sfruttate per inquadrare in maniera specifica i nostri soggetti principali.

Le linee diagonali

Le linee diagonali possono essere sfruttate per conferire una maggiore dinamicità o profondità ad una data foto.

Linee di questo tipo infatti guidano con più facilità lo sguardo attraverso i vari elementi presenti all’interno della foto, facilitandone così una lettura completa. Inoltre tali linee contribuiscono ad accrescere la tridimensionalità di una foto, aumentandone l’effetto di profondità.

La profondità di campo

Infine per mettere ancora più in risalto un qualsiasi soggetto, un elemento di un paesaggio architettonico, un animale o una persona, è essenziale un accurato controllo della profondità di campo.

Mantenere il soggetto scelto perfettamente a fuoco, lasciando invece sfocata la parte restante della scena, permette di conferirgli ancor più una maggiore importanza.

Tale tecnica, già vista in relazione alla ritrattistica, ritorna perfettamente utile anche nel campo della fotografia di viaggio, dove spesso ambienti interessanti presentano elementi di disturbo che non vogliamo inserire e far vedere con chiarezza all’interno delle nostre foto.

Basti pensare, ad esempio, ad un ambiente o ad un paesaggio pieno di elementi di contorno superflui (oggetti di arredamento, elementi architettonici, persone, etc.) focalizzando il nostro scatto su un particolare punto di interesse, libero da elementi indesiderati, potremmo farlo risaltare senza mettere in evidenza quelle parti di scena non volute.

Per ottenere un effetto di questo tipo l’apertura dovrà essere impostata intorno ad un valore del parametro f/ pari almeno ad f/2.8

A riguardo è importante ricordare che lenti cosiddette “veloci” o lenti che permettono l’utilizzo di valori di apertura molto ampi (f/1.2, f/1.4, f/1.8, f/2.8) permetteranno un controllo maggiore sulla profondità di campo.

Molto spesso lenti che non permettono l’utilizzo di valori minori di f/4 risultano invece poco efficaci nell’ottenimento di un risultato di questo tipo.

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