Breve Guida alla Fotografia di Viaggio – La luce naturale

Breve Guida alla Fotografia di viaggio – La luce naturale

Questo articolo è dedicato alla gestione della luce naturale nella realizzazione di fotografie di viaggio.

Nella realizzazione di fotografie durante un viaggio molto spesso sarà necessaria la valutazione e la gestione della luce naturale.

Come già sappiamo è perfettamente possibile sfruttare questo tipo di illuminazione per catturare in maniera corretta persone e paesaggi.

L’orientamento della luce rispetto ad un soggetto determinerà la sua apparenza nello scatto finale.

Ad esempio una luce naturale orientata di circa 45° rispetto ad un soggetto determina un’illuminazione quasi progressiva di un volto e di una scena, la parte di essa più vicina alla fonte di luce (ad esempio una piccola finestra) risulterà più illuminata, mentre la parte più distante resterà gradatamente sempre più in ombra.

Un’illuminazione angolata in questo modo conferisce ai volti dei nostri soggetti una maggiore profondità.

Abbiamo già visto come la dimensione e l’orientamento della luce possa influenzare la resa dei corpi e dei volti delle persone, tuttavia bisogna ricordare che una fonte di luce naturale può essere gestita anche in relazione a dei paesaggi naturali o a delle strutture architettoniche, frequenti soggetti della fotografia di viaggio.

In uno scatto paesaggistico alla luce dell’alba, posta alle spalle del fotografo, ed orientata sempre a circa 45° si creerà una particolare definizione delle aree in ombra e di quelle illuminate.

Al contrario nella realizzazione di una foto in cui la luce del sole al tramonto si trova di fronte al fotografo, sia le persone che gli elementi del paesaggio verranno fatti risaltare attraverso la loro silhouette.

Vediamo ora come orientarci in base a differenti tipologie di illuminazione naturale, riscontrabili e sfruttabili nei diversi momenti della giornata.

La luce del crepuscolo

In questo tipo di illuminazione gli elementi del paesaggio non appaiono né perfettamente illuminati né in completa oscurità, in questa situazione il sole si trova posizionato in basso vicino alla linea dell’orizzonte.

In realtà esistono diverse tipologie di “crepuscolo”

Tali tipologie si differenziano in base alla posizione esatta del sole rispetto alla linea dell’orizzonte.

Il crepuscolo civile

Il crepuscolo civile rappresenta quello stadio in cui il sole si trova ancora visibile vicino all’orizzonte.

La luce durante il crepuscolo civile risulta morbida e diffusa e permette per quantità di catturare adeguatamente anche dei soggetti in movimento, anche senza l’aiuto di un treppiede.

Per realizzare una foto in questo momento della giornata è necessario scattare o mezz’ora prima del tramonto del sole, oppure fino al massimo mezz’ora dopo il suo sorgere.

Il crepuscolo nautico

Il crepuscolo nautico si verifica invece quando il sole scende oltre la linea dell’orizzonte.

Ovviamente in questa fase, la luce disponibile sarà minore.
La poca illuminazione in questa fase è comunque diffusa e molto morbida, tuttavia difficilmente sarà possibile cogliere ogni dettaglio di una persona e/o di un paesaggio.
Per evitare un effetto sfocato è bene utilizzare un treppiede per limitare anche i movimenti involontari della fotocamera.

Il crepuscolo astronomico

Il crepuscolo astronomico presenta infine una quantità di illuminazione ancora più limitata.

Il sole si trova ben oltre la linea dell’orizzonte ed in questo caso è impossibile realizzare delle foto nitide, senza l’ausilio di un treppiede.

Vedremo comunque a breve come ottenere delle ottime foto anche in questo momento della giornata, quando la luce naturale è quasi del tutto assente.

L’ora magica – L’alba ed il tramonto

Quell’ora compresa tra la mezz’ora prima e la mezz’ora dopo il sorgere del sole e quell’ora compresa tra la mezz’ora prima e la mezz’ora dopo il tramonto del sole rappresentano i cosiddetti momenti magici di una giornata, almeno per quanto riguarda la realizzazione delle foto.

La bellezza delle foto realizzate in questi momenti deriva soprattutto da una particolare resa dei colori, dovuta proprio all’illuminazione naturale, ogni colore in queste fasi risulta infatti più brillante e vivido.

In queste fasi avremo un’illuminazione direzionale, dal momento che il sole si trova piuttosto basso rispetto alla linea dell’orizzonte, pertanto i nostri soggetti risulteranno illuminati angolarmente e questo conferirà un maggiore effetto di tridimensionalità all’intera foto, anche a causa della maggiore presenza e lunghezza delle ombre proiettate.

La luce di mezzogiorno

In generale si sconsiglia sempre di scattare delle foto in questo momento della giornata.
Questo perché i colori tendono a risultare molto più sbiaditi e le immagini in generale possono risultare prive di dettagli, proprio a causa dell’intensità della luce. Ma anche e forse soprattutto perché le ombre che provoca questo tipo di illuminazione, risultano molto sgradevoli.

Il tempo atmosferico e la luce diffusa

Quando il sole è coperto dalla nuvole avremo un tipo di illuminazione ambientale filtrata e quindi diffusa, nelle giornate nuvolose pertanto ci troveremo ad utilizzare una luce dalla tonalità neutra.

Tale tonalità di luce può essere utile soprattutto per far risaltare i volti delle persone che vogliamo catturare durante un’esperienza di viaggio.

Al contrario tale neutralità poco si adatta a catturare in pienezza i dettagli e i colori di un edificio interessante o ancor meno quelli di un paesaggio.

Le luci nelle nebbia

L’illuminazione naturale in un ambiente carico di nebbia risulta sempre piuttosto morbida, i raggi del sole vengono infatti filtrati dalla nebbia in vari modi, a seconda dello spessore di questa e a seconda dell’ora della giornata.

Una nebbia fitta farà passare ovviamente una minore quantità di luce, tuttavia non per questo sarà impossibile catturare in maniera adeguata i soggetti della nostra foto, questi appariranno in diverse tonalità di colore proprio in base alla quantità di luce filtrata e all’ora.

La luce del fuoco

Tutti i tipi di illuminazione generati da una fiamma sono sempre direzionali e dalle tonalità “calde”.

La principale difficoltà nel realizzare foto sfruttando questo tipo di illuminazione sta proprio nella scarsità di luce.

Molto spesso quando l’unica fonte di luce proviene da una fiamma (una torcia, una candela, un fuoco da campo) è necessario abbassare la velocità di chiusura dell’otturatore e di conseguenza diventa indispensabile l’utilizzo di un treppiede per evitare la completa sfocatura dell’immagine.

Tuttavia anche in questo caso, a seconda della forza della fiamma, sarà sempre difficile catturare dei soggetti in movimento.

L’unico modo per ovviare a tale inconveniente è quello di ricorrere a delle ulteriori fonti di luce, diverse dalla semplice illuminazione generata dalle fiamme.

E’ proprio in queste condizioni di illuminazione che un buon equipaggiamento risulta di grande aiuto, quelle fotocamere in grado di controllare il rumore di fondo anche ad alti valori del parametro ISO (almeno 1600 o anche oltre) e dotate di lenti veloci (f/1.2, f/1.4, f/1.8) possono facilitare la realizzazione di foto di questo tipo, alla luce del fuoco.

Fotografare in notturna

Molto spesso nella fotografia di viaggio, realizzare foto in notturna vuol dire praticamente scattare sfruttando un’illuminazione artificiale.

Le luci artificiali in relazione ad edifici e strutture architettoniche di vario tipo, possono creare degli effetti di illuminazione davvero spettacolari, dal momento che molto spesso tali luci vengono proprio concepite per farli risaltare.

Ovviamente è essenziale in questo caso l’utilizzo di un tempo di esposizione prolungato e di conseguenza l’ausilio di un treppiede per evitare il movimento della fotocamera.

In questi casi è importante gestire adeguatamente anche l’apertura del diaframma, molto spesso infatti per evitare che alcune luci artificiali risultino troppo intense ed evidenti nello scatto finale è bene variare anche di poco il valore f, magari andando a chiudere l’apertura del diaframma anche solo di 1/2 stop.

Anche quando si ha a disposizione solo l’illuminazione offerta dalla luna e dalle stelle, è comunque possibile realizzare degli scatti adeguati.

Per sfruttare appieno una fonte di luce così limitata, sarà sempre necessario stabilizzare la posizione della propria fotocamera, dal momento che in alcuni casi si dovranno utilizzare velocità di chiusura piuttosto lente (in genere si parla di svariati secondi come tempo di esposizione).

In questo caso può essere fondamentale l’utilizzo di un telecomando remoto wireless per la realizzazione dello scatto.
In questo modo si eviterà di toccare manualmente la fotocamera già sistemata in posizione su un treppiede.

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