Breve Guida alla Fotografia di Viaggio – Le tipologie di foto – Tecniche ed accorgimenti

Le varie tipologie di foto di viaggio

Durante un viaggio è possibile realizzare foto dei soggetti più disparati: paesaggi puri, paesaggi con persone e/o animali, fotoritratti di persone in contesti particolari, etc.

Dal momento che tutti questi soggetti possono comparire nei vari esempi di fotografia di viaggio, vediamo in che modo sfruttare degli specifici accorgimenti tecnici per realizzare caso per caso degli ottimi scatti.

I fotoritratti ambientati

I cosiddetti “fotoritratti ambientati” sono delle fotografie raffiguranti delle persone che si muovono nel loro ambiente naturale, interagendo con gli elementi presenti in esso, detto questo un ritratto ambientato può raffigurare dei pescatori al lavoro, degli artisti di strada, un venditore ambulante, etc.

Generalmente il fine di queste foto è quello di sfruttare l’ambiente per raccontare una specifica storia in relazione ai personaggi presenti in esso.

Molto spesso, proprio nella fotografia di viaggio, è possibile incontrare non solamente scenari particolari ma anche personaggi originali ed esotici, perfettamente armonizzati nel paesaggio che li circonda.

Per realizzare correttamente foto contenenti persone in movimento, in uno scenario particolare (da mantenere quindi in risalto nella foto) è bene seguire i seguenti accorgimenti.

Nei ritratti ambientati sia lo scenario che le persone costituiscono elementi fondamentali e pertanto è necessario rappresentarli al meglio nello scatto finale.

Anche se in questi casi è difficile poter scegliere l’ambiente adatto a tali scatti, i risultati migliori si ottengono sempre in quei luoghi non troppo affollati e privi di colori troppo saturi e diversificati, luoghi con poche persone e con tonalità coloristiche limitate permettono con più facilità di ottenere una foto nitida, in cui il paesaggio, le persone e le attività risultano ben visibili.

Le luci

Come in ogni fotoritratto e foto paesaggistica abbiamo diverse possibilità per direzionare la luce ambientale, questo ovviamente dipende dal tipo e dalla quantità di luce presente al momento dello scatto.

Tuttavia molto spesso, volendo riprendere un’unica persona nel suo ambiente naturale, un risultato particolare e gradevole si ottiene scattando al momento del tramonto, con la luce del sole posta alle spalle del fotografo e angolata a circa 45°.

Le lenti

Contrariamente a quanto avviene per i classici ritratti, ove l’ambiente circostante distoglierebbe l’attenzione dal soggetto principale e quindi si tende ad usare lenti con un ristretto angolo di campo, nel caso dei ritratti ambientati sono da preferire lenti con una lunghezza focale più ampia come ad esempio il classico 50 mm.

Infatti con una lente di questo tipo dovremmo riuscire più facilmente a catturare sia il soggetto, sia il paesaggio che lo circonda nella loro interezza.

Secondo questo ragionamento anche un grandangolare moderato come il classicissimo 35 mm può essere l’ideale per un certo tipo di ritratto ambientato.

Mentre grandangoli maggiori (28 mm, 24 mm) vanno valutati caso per caso.

Lenti “veloci” (che permettono quindi un’apertura maggiore, tramite valori di f più piccoli) rappresentano invece sempre la scelta migliore quando si realizzano ritratti ambientati in interni o comunque in condizioni di scarsa illuminazione.

Velocità di chiusura e tempo di esposizione

Generalmente in questa tipologia di scatti si tende ad utilizzare una velocità di chiusura pari ad almeno 1/60 sec, tale velocità aiuta il fotografo ad evitare accidentali sfocature, dovute anche ai lievi movimenti del soggetto nell’ambiente di riferimento.

Quando i soggetti sono dei bambini spesso è utile scegliere un tempo di esposizione ancora minore pari a circa 1/125 sec.

Il parametro ISO

Scegliendo un tempo di esposizione limitato può essere utile aumentare il parametro ISO per ottenere una scena ancora più nitida, tuttavia tale scelta dipenderà dalla qualità della fotocamera in uso.

I paesaggi

Le fotografie paesaggistiche raccontano l’aspetto di un luogo particolare: tale luogo può essere del tutto naturale oppure ricco di elementi propri dell’attività umana.

Anche un villaggio, un paesino o una città possono infatti essere considerati come dei “paesaggi”.

In questo tipo di fotografie è l’ambiente stesso e non le persone al suo interno, a costituire il soggetto principale.

Pertanto qualunque sia il paesaggio da rappresentare gli accorgimenti tecnici da seguire saranno sempre gli stessi.

La sensazione di tridimensionalità

Il principale obiettivo nella realizzazione di foto paesaggistiche consiste nel richiamare l’ampiezza e la profondità del paesaggio osservato, affinchè questo possa risultare tridimensionale anche a chi l’osserva in una foto.

Gli elementi naturalmente presenti in un paesaggio possono essere perfettamente sfruttati per richiamare quel senso di profondità spaziale che ci permette di capire chiaramente quali elementi si trovano vicino al fotografo e quali invece sono ben distanti da esso.

Quando gli elementi stessi del paesaggio vengono sfruttati per comunicare ciò che si trova in primo piano, in secondo piano e a distanza conferiamo quindi allo scatto un effetto di tridimensionalità.

Il paesaggio e le persone

Ovviamente in una foto paesaggistica possono essere presenti anche delle persone, la loro presenza diventa spesso utile per comunicare l’estensione di un paesaggio, all’interno del quale le persone possono risultare ben visibili oppure molto distanti.

La loro “grandezza” rispetto al paesaggio serve a fornire all’osservatore la scala metrica di riferimento per comprendere l’ampiezza reale della scena.

Lo stesso discorso vale per altri soggetti eventualmente presenti in scena, come ad esempio degli animali, di cui sono bene note le dimensioni reali.

Nella realizzazione di questo tipo di foto è senz’altro utile tenere conto dei seguenti accorgimenti.

La profondità di campo

Nella realizzazione di foto paesaggistiche è necessario l’utilizzo di una maggiore profondità di campo (valori più chiusi del parametro f) questo perchè l’estensione di un paesaggio non deve compromettere la visibilità anche di quegli elementi ben lontani da noi.

Una profondità di campo limitata (valori aperti del parametro f) non riuscirebbe a mettere a fuoco quegli elementi sullo “sfondo” di un paesaggio, distanti da noi al momento dello scatto.

Se tale impostazione è utile nel campo della ritrattistica di certo non può riuscire a mettere in evidenza l’estensione di un paesaggio.

La luce

Una maggiore profondità di campo ottenuta attraverso la chiusura del diaframma comporterà tuttavia un minore ingresso della luce attraverso l’obiettivo, tale dato di fatto comporta spesso di conseguenza la scelta di un tempo di esposizione maggiore e quindi una velocità di chiusura dell’otturatore più lenta.

Proprio per questo motivo, anche nella realizzazione di foto paesaggistiche diventa spesso utile l’utilizzo di un treppiede, per evitare quell’effetto di sfocatura, dovuto ad un accidentale movimento della fotocamera.

Inoltre il treppiede permette un maggiore controllo e stabilità dell’inquadratura, fatto che garantisce un maggiore rispetto di quegli elementi e linee utili a ricreare quello specifico effetto di tridimensionalità anche in foto.

Questo maggior controllo si ottiene anche attraverso l’utilizzo di dispositivi specifici come ad esempio la comune “livella a bolla” che montata sulla fotocamera ci permette di allineare perfettamente il dispositivo rispetto al paesaggio da catturare.

Come già sappiamo, il treppiede diventa ovviamente uno strumento indispensabile quando ci troviamo in condizioni di scarsa illuminazione ambientale oppure quando ci troviamo a scattare foto di paesaggi con soggetti in movimento (le diverse persone in una strada, un gruppo di animali in movimento, delle macchine in città, etc.).

Le lenti

Tutte le lenti possono avere la loro utilità nella fotografia paesaggistica e di viaggio, questo a seconda del tipo di scatto che si vuole ottenere.

Ad esempio lenti con una lunghezza focale maggiore come i teleobiettivi possono anche risultare utili per mettere in evidenza, ingrandendo, isolando ed enfatizzando, particolari elementi paesaggistici presenti nella foto.

Invece lenti di tipo grandangolare servono a mettere meglio in evidenza l’estensione di un paesaggio.

La luce

Per ottenere la corretta illuminazione in una foto paesaggistica è spesso utile l’impiego della tecnica di bracketing, per realizzare scatti consecutivi di una stessa scena, a differenti gradi di esposizione.

Edifici e monumenti

Tali soggetti sono frequentemente oggetto delle foto di viaggio di molte persone, è infatti prassi comune realizzare fotografie di viaggio contenenti edifici e monumenti da soli, oppure insieme a delle persone.

Anche in questo caso, per quanto concerne la fotografia di architettura è essenziale considerare i seguenti accorgimenti tecnici.

Edifici alti

Quando si vogliono catturare da vicino edifici o monumenti piuttosto alti, con lenti di tipo grandangolo, spesso i soggetti in foto non risultano perfettamente dritti e sembrano pendere leggermente all’indietro.

Per ovviare a tale problema è possibile utilizzare delle lenti specialistiche, le cosiddette “tilt and shift lenses” che aiutano proprio a correggere tali problemi legati alla prospettiva di scatto.

Tuttavia tali lenti costituiscono un ulteriore dispositivo, ingombrante e costoso, che difficilmente chiunque porterebbe con se durante un viaggio.

Un’altra soluzione al problema consiste nel realizzare lo stesso scatto ad una certa distanza, utilizzando lenti con focale maggiore.

Volendo invece scattare sempre a distanza ravvicinata sarà opportuno posizionarsi in una posizione sopraelevata (magari scattando da un edificio vicino) e comunque non proprio ai piedi dell’edificio o del monumento.

I fotografi specializzati in fotografia di architettura spesso adoperano, proprio per evitare tali difetti di prospettiva, delle apposite scale per scattare comunque a distanza ravvicinata, in posizione leggermente sopraelevata.

I difetti prospettici comuni nella realizzazione di fotografie di edifici alti possono ovviamente essere sempre corretti, in pochi passaggi, in fase di post-produzione attraverso l’utilizzo di appositi programmi.

La luce

Per evitare bagliori indesiderati (il cosiddetto fenomeno del lens flare) nelle nostre foto di edifici e monumenti è bene realizzare gli scatti cercando di posizionare le fonti di luce più intense alle nostre spalle, evitando l’utilizzo di eventuali filtri sulle lenti in uso.

Ovviamente anche in questo caso, volendo realizzare foto di edifici e monumenti in condizioni di scarsa illuminazione, sarà d’obbligo l’utilizzo di un maggiore tempo di esposizione e quindi di un treppiede.

Foto di interni

Molto spesso durante un viaggio, accade comunemente di realizzare foto in ambienti chiusi, negozi, ristoranti, musei, chiese, teatri etc.

Anche in questo caso per ottenere buoni risultati possiamo seguire alcune regole di base.

Le lenti

Lenti con lunghezza focale pari ad almeno 21mm sono molto utili in tale tipologia di scatti. Più una lente è “ampia”, com’è appunto il caso degli ultra grandangoli (12mm, 14mm, 16mm) più facilmente sarà possibile catturare un ambiente d’interni nella sua interezza.

La luce

Dal momento che la luce in interni è solitamente più debole rispetto a quella normalmente riscontrabile in esterni, spesso diventa necessario aumentare il tempo d’esposizione. Come ormai sappiamo un tempo d’esposizione prolungato rende quasi d’obbligo l’utilizzo di un treppiede, per evitare sfocature indesiderate.

Le “Nature Morte”

Come “Nature Morte” si intendono tutti quegli oggetti immobili, privi di vita. A

nche in un viaggio accade comunemente di vedere elementi di arredamento, elementi architettonici, alimenti, etc., in grado di attirare la nostra attenzione.

Anche nella riproduzione fotografica di tali oggetti può essere utile seguire alcuni accorgimenti per renderli sempre perfetti anche in foto.

Il vantaggio principale di questo tipo di scatti è spesso la possibilità di scegliere diverse inquadrature, molto spesso infatti si tratta di oggetti di dimensioni limitate, che possono essere inquadrati da infinite angolazioni diverse.

La luce
Luci diffuse sono senz’altro ideali per enfatizzare quei soggetti caratterizzati da superfici particolari, tuttavia bisogna considerare che molto spesso le qualità delle superfici di oggetti particolari possono spiccare al meglio nei nostri scatti in quel momento della giornata comunemente definito come “ora magica”.

In questo periodo limitato della giornata gli oggetti risulteranno caratterizzati da particolari effetti di ombreggiatura che eviteranno di farli apparire “piatti” e banali.

Molto spesso per catturare in maniera “speciale” anche oggetti comuni, può essere facilmente sfruttata la luce prodotta da una fiamma, infatti oggetti immobili e di dimensioni limitate possono facilmente essere catturati anche scegliendo tempi di esposizione lunghi, dal momento che anche una fiamma può riuscire ad illuminarli in maniera adeguata.

Le lenti

Non esistono delle lenti adatte in maniera specifica alla rappresentazione di “nature morte” (a meno che l’oggetto scelto non si trovi a grande distanza) e pertanto anche delle lenti zoom possono benissimo servire allo scopo.

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