Dedicato alle vittime del passaggio dall’analogico al digitale…

Chissa’ perche’ ma pare proprio che il passaggio (epocale, storico e tecnologico) dalla fotografia analogica alla fotografia digitale abbia lasciato sul campo numerose vittime…

molti appassionati hanno addirittura smesso di fotografare… tra i professionisti invece, quelli che ancora si permettono il lusso di continuare ad usare la vecchia e cara pellicola sono praticamente solo quelli più facoltosi ed in un certo senso forse anche un po’ snob…

Insomma il digitale e’ una semplice ed inevitabile evoluzione tecnologica della fotografia analogica o e’ un vero e proprio nuovo modo di fotografare ?

Premetto che io stesso sono nato e cresciuto con la pellicola, anzi per meglio dire con la pellicola diapositiva (Kodak Ektachrome 64 iso e Fuji Velvia 50 iso sono state per anni il mio pane quotidiano), con essa ho imparato tutto quello che era possibile imparare attraverso quello specifico mezzo fotografico, principalmente l’inquadratura e la corretta esposizione dal momento che con essa (la diapositiva) errori anche minimi di inquadratura non erano correggibili in post produzione e differenze anche solo di un terzo di diaframma erano determinanti per la buona o la cattiva riuscita (esposizione) di una immagine…

confesso che anche io ho avuto molti dubbi e molti ripensamenti all’apparire dei primi strumenti digitali, soprattutto in termini qualitativi il paragone con la diapositiva non reggeva affatto anche se gia’ allora, e stiamo parlando di svariati annetti fà, la praticita’ d’uso del digitale esercitava sin da subito il suo fascino…ricordo un collega “pioniere” che temerario acquisto’ per la ragguardevole cifra di 12 milioni di lire dell’epoca la prima reflex digitale prodotta da Nikon che aveva un sensore, udite udite, da ben 2 milioni di pixel, ripeto due milioni di pixel…(oggi ci sono in giro normalissimi smartphone con sensori da svariati milioni di pixel in piu’ per non parlare dei cosiddetti smartphone fotografici che in alcuni casi superano addirittura le risoluzioni di una reflex…)

insomma tutto questo per dire che se anni fa’ aveva ancora senso preferire l’analogico in nome della sua superiorità tecnica al giorno d’oggi questo discorso, e lo dico persino a malincuore, non regge più !

Tuttavia capisco, appunto per averlo vissuto in prima persona, il fascino nostalgico e le peculiari differenze che caratterizzavano l’uso dell’analogico rispetto al digitale… ma se riusciamo a sgomberare il campo da pregiudizi pro o contro di esso e a concentrarci sul risultato finale che è (o dovrebbe essere) una valida ed interessante immagine ecco che il digitale puo’ assumere esso il fascino della possibilità nuova di espressione personale soprattutto nel senso che superando i limiti tecnici e d’uso dell’analogico si propone addirittura con potenzialita’ espressive pressoché infinite ed e’ proprio questo che, a mio modesto parere, fa paura… perche’ comporta la necessita’ di un maggiore coinvolgimento personale, nel senso dell’essere costretti a mettere in gioco se stessi, la propria capacita’ di scelta, la propria sensibilità, il proprio saper guardare ed il proprio saper vedere insomma la propria cultura ed infine direi, e non da ultimo, addirittura la propria capacita’ di immaginare

Flavio

Eccomi! sono una recentissima vittima del passaggio in questione 🙂
Bellissimo articolo, grazie per gli spunti per superare il terrore di fronte alle infinite potenzialità; come sempre stimolante e costruttivo!

alessandra carlotto

non so per me la reflex ha qualcosa di romantico in quello scatto …. che nn sai come è andato nell’attesa nel rumore….è un po come guidare la special spiaggio e un fighissimo scooter di adesso ……sicuramente in qualità è meglio l’analogico …ma quando scali le marce che storia sentire il motore sotto….però nn sono una profession..ps bello l’articolo peròòò!!!!!b

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