Il mistero della bella prigioniera di Instagram…e il cimitero delle immagini perdute…

Il quadro del settore sembra senz’altro desolante, in Italia e nel mondo ci sono poche agenzie fotografiche che la fanno da padrone e che dettano i tempi, i modi, i prezzi ma sopratutto gli stili delle immagini… gestite come sono da famelici imprenditori che si danno pero’ arie da intellettuali e creativi all’avanguardia, personaggi resi forti anche e sopratutto dalla collusione con la quale molti “professionisti” sono pronti ad azzannarsi tra di loro pur di ritagliarsi un loro spazio all’interno di questi salottieri monopoli dell’immagine

Poi vi sono una miriade di agenzie minori, quelle del cosiddetto stock fotografico, che accumulano milioni e milioni di immagini di amatori ma anche di professionisti, perennemente in offerta speciale come al supermercato o a prezzi stracciati come nei china shopping

e come se non bastasse si sono recentemente aggiunti veri e propri fenomeni di costume (ma che sarebbe meglio definire di marketing) come Flickr, 500px, o Instagram per non parlare della cosiddetta “nuova arte” detta iPhoneography

Immensi “cimiteri” di immagini nate morte non perche’ necessariamente poco valide ma perche’ disperse in un mare di miliardi di immagini che si ritiene erroneamente circolino sul web ma che inflazionano comunque i nostri sensi a tal punto da costringerci quasi ad abbandonare ogni capacità critica…immagini che nessun individuo, esperto o meno che sia, avrebbe mai il tempo per valutarle tutte senza spendere interamente ed inutilmente tutta la propria vita…

Tutto cio’ sembrerebbe già più che sufficiente per dichiarare lo stato della “fotografia” a dir poco comatoso…eppure forse il problema potrebbe essere altrove… mi viene in mente, infatti, una celebre scena di un film di Toto’ nella quale il mio geniale conterraneo si ritrova suo malgrado a svolgere le funzioni di Don Pasquale il Fotografo, ma non sapendo letteralmente dove mettere le mani tenta quindi di convincere gli sposini ad accettare un “bel ritratto senza teste”… si rivolge prima a loro, che affermano di volere invece una “fotografia regolare”, dicendo : ” beh peccato , io lo dicevo per facilitare…” e poi chiosa affermando : “Eh quante arie ! Ma come si fa’ a lavorare con clienti così…”…

Insomma il punto è che in tanti, forse troppi, non sapendo che pesci prendere ma sopratutto non avendo nulla da dire, prima si uniformano al “famolo strano” e poi lo contrabbandano come originale, arrivando in casi estremi a parlare senza alcun ritegno di nuove forme artistiche

D’altronde mi rendo perfettamente conto di quanto possa essere difficile ed impegnativo, in questo scenario, mantenere una propria onestà intellettuale, eppure, a pensarci bene, non sarebbe poi così difficile dal momento che il “fotografo” non essendo un pittore sarebbe comunque costretto suo malgrado a partire dalla realtà…

i problemi cominciano a sorgere quando per fuggire la cosiddetta banalita’ della vita quotidiana ci allontaniamo dalla realtà con il pericolo di cadere nella manipolazione e nella mistificazione di essa fine a se stessa come testimonia il fatto che l’uso disinibito e senza limiti di Photoshop sia oramai accettato persino nell’ambito del World Press Photo Award

Ma questa benedetta realtà è davvero poi così banale come si vuole far credere? O piuttosto, se ci sembra tale, è proprio perché abbiamo perso la capacità di cogliere il senso di ciò che ci appare e di ciò che ci accade? Anestetizzati o almeno confusi anche, ma non solo, dall’inflazione di immagini in cui siamo immersi nostro malgrado?

Insomma si fà sempre troppo presto a dirsi “fotografi” e ciò è ancor più vero oggi e lo sarà, probabilmente, ancor di più in futuro… ma per non cadere nella trappola del “và bene tutto” bisognerebbe innanzitutto, costantemente ed inesorabilmente sempre chiedersi se abbiamo veramente qualcosa da dire e sopratutto se abbiamo una nostra personale capacità di esprimerci che ci permetta di rivolgerci agli altri in modo onesto ed originale veicolando messaggi universali e magari quando è veramente il caso allontanandoci pure dalla realtà interpretandola a modo nostro ma senza per questo perderne il senso…

Paola Pinto

Questa foto è stupenda, non solo come immagine visiva, ma perchè da essa traspare la mente vivida ed l’animo nobile con cui è stata scattata. Da essa puoi trarre quella sensibilitá rivolta al particolare ed alla fantasia che corre nei sogni di ogni essere umano, capace ancora di scoprire, attraverso uno sguardo, il mondo interiore di ognuno di noi.
Complimenti Marco.

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