Tanto rumore per nulla…

tanti appassionati di fotografia e anche alcuni professionisti passano notti insonni a causa del cosiddetto rumore digitale ( in estrema sintesi presenza di pixel di colore incoerente col colore circostante in una determinata zona di un  immagine spesso in ombra…) soprattutto quando gli uni e gli altri sono nati con la fotografia digitale si dannano per foto scattate a 3200 o 6400 iso se non peggio a 12800 25600 che presentano questo, specialmente nelle zone d’ombra, fisiologico problema… per carità in certi casi specialmente quando i sensori appartengono a fotocamere compatte la cosa risulta evidente e direi pure antiestetica e fastidiosa ma:

per chi invece come me ha avuto la fortuna di essere nato e cresciuto con la pellicola oggi il rumore digitale quando appare determina molte meno preoccupazioni anche perchè a volerla dire proprio tutta quando la foto è ben  esposta di rumore se ne vede poco o nulla…

comunque, dicevo, con le vecchie e care pellicole superati i 400 iso,  quelli che all’epoca si chiamavano peraltro asa, la grana e le incoerenze di colore crescevano in maniera direttamente proporzionale all’aumentare degli stessi e a 800 e 1600 molte foto scattate magari in condizioni di luce un po’ critica o peggio mista risultavano troppo spesso inutilizzabili per non dire, a farla breve, da buttare via…per non parlare dei 3200 iso che non a caso esistevano in pellicola quasi esclusivamente in bianco e nero dove annullato il problema delle incoerenze di colore rimaneva pero’ quello della grana simile alle pennellate degli impressionisti…

oggi  i sensori digitali delle reflex di ultima generazione, ma anche di alcune compatte, producono risultati a dir poco stupefacenti per lo meno fino a 800, 1600 iso, ed in taluni casi si spingono a livelli di sensibilità ( 3200, 6400, 12800, 25600 ) assolutamente impensabili per la vecchia e cara pellicola analogica…ma anche per le stesse fotocamere digitali di, diciamo, semplicemente 5-6 anni fà…pertanto buona luce a tutti e non state a pensare al “rumore”…

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